- 72ts- , sua religione n1ondana.,sen1pre continuatore lii ì\lacchia,·ell i egli propone loro d'imitare gli antichi ttomani, che in sua sentenza regnavano sui loro sacerdoti, e professavano una reHgione tei-restre, gioconda, lontana da ogui metafisica sulla vita futura. Obbedienti ·alla direzione di capi increduli, erano essi valorosi per l' in1po.;sibilitàdi trovare uno scall1po oltre la vita aLtuale, che del resto db;prezzavano liberamente nei casi estre1ni,non essendovi alcun sacerdote che potesse lurbare il sonno eterno delle loro tombe. ~la il cristiano, prosegue Giannone, sempre svolgenùo l\lacchiavPlli, è in balia di un Dio inf1nito, di 1niracoli illimilati, di profezie n1ondiali; per lui la vita è un sogno, la morte Io desta per se1nprein inezzo a lonnenti o a delizie senza fine, e così vive in una religione pazza, tra popoli imbastarditi dalla paura, colr aspeUativa chimerica di un n1ondo itnmaginario. Che farà adunque il re di Sardegna? Chiaro non appare il concetto del prigioniero titubante tra il tin1ore e la speranza; ma secondo 1 ui I\on1a è centro del inondo, il pontefice è capo di un inganno universale, e se il mondo è sempre stato sott.o il regno ora dei magi, ora degli astrologi, ora degli indovini, ora degli allucinati , ora degli icnpostori, se è impossibile di guarire le 1ncntidalla malattia degli errori religiosi bisogna maneggiarle in modo che siano almeno utilmenteilluse. Ma come mai maneggiare gli errori dell'orbe cattolico? che dirà mai il re di Torino al pontefice di Roma? Come mai giungeranno sul Tebro i Macchiavellisti del Piemonte? In qual modo vi imiteranno essi gli anlichi Quiriti che comandavano alla religione? Con quali mezzi propagheranno essi una re-
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