Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 719 - poetica ed esclusivamentevolta a salvare il cittadino proteggendone la patria. State sicuri che tra J)io e Mosè passa l'intervallo del nulla, e che l' antichissima sapienza toglie le anime dall' essere supremo per restituirgliele colla morte, affinchèsì addorn1entino per sempre nel seno suo. Ne cons·egueche religioni positive creano uomini altamentepratici, eroi portentosi, uomini titanici che innalzano le piramidi dell'Egitto,o che intuonano i canti eterni della Grecia, o che s' immortalizzano coll'ostinazione sovrumana degli Ebrei o che soggiogano il mondocolle incomparabili vittorie dei Romani. Al regno terrestre dell' antichità succedecon Cristo il regno celeste cui lo storiconapoletanoal rovescio del politico firentino sembra proclive; ma per lui il cristianesimoprimitivo non è meno terrestre del paganesimo. Il suo cielo è imminente, la sua redenzione è politica, il suo capo è un altro .Adamo,un uomo grande, un Dio corporeo destinato a soggio• gare tutti i re p·er apportare la libertà a tutti i popoli; il suo regno non è punto al di fuori della natura, non lo fonda combattendo i nostri istinti, non lo promette al sacrifizio delle nostre tendenze. Leggete pure le sue predicazioni, compulsate i van-- gel i e vi accorgereteche egli parla sempre di una redenzione materiale, di una felicità sensibile, di una beatitudine positiva e non aerea; egli vuole trasportarvi in una regione eterna 1na essenzialmente umana , ed annunzia innanzi tutto la resurrezione dei corpi non credendo possibile di renderci felici senzaprimarenderci immortalicoll'udito, col tatto, colla vista, coli'odorato, col gusto, che ci mettano in grado di assaporare materialmentele nie- , 1 • I /

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