Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

' - 716 - principi iniziati nei misteri della scienza ed agguerriti coutro ogni passata superstizione. Il perchè egli sorge assolutamente monarchico; nulla spera dalle plebi , nulla dal popolo, eterno ammiratore del sacérdozio; sempre nella sfera di un servilismo volontario, egli riverh;ce in ogni principe un capo che avversato ùalla Chiesa può se1npreavversarla, e scrive nel regno di Napoli quando espulsa la Spagna lo spirito dei tempi e della terra lo spinge a festeggiare il dominio austriaco che gli permette d' insorgere qual ghibellino della filosofia contro 1a religione di Roma feudalmente sovrana della bassa Italja. Chiarissitnoavvocato, profondo nell'erudizione delle leggi, di lucidissima mente, di alacrità pacata e infaticabile nel trattare la gran causa deJJa ragione uel corso dei secoli, egli pubblica nel 1723 ·la sua Storia del Regno di Napoli, deùicandola a Carlo VI imperatore di Germania, col titolo di Storia civile , cioè di storia del d~minio secolare, di storia della ragione dello Stato; e, notandola distinta, separata e assalita dal la ragione della Chiesa egli dichiara nella slessa introduzione che accoppierà, per così dire, due storie in una storia, ciò essendo richiesto dalJa situazione attuale del mondo. A.dogni libro egli mostra adunque i due poteri alle prese, il regno lacerato dalla crescente preponderanza della chiesa romana, le sue ricchezze, le sue leggi, le sue forze distrutte dal dominio superiore del pontefice, e quanto più soffre il gran feudo da lui rap• presentato, tanto più giuridica è la sua insurrezione, filosofica la sua giurisprudenza.Nessuno eguaglierà mai l'arte con cui le sue pagine profondarnente incredule spiegano razione delle' ·immunità, dei privi-

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==