Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• - 71~ -· la filosofia sarebbe forse un nome vano? il sno regno dovrebbe forse perire prirna di nascere? Il piemontese Ra,1ica!.i conte di Passerano risponde che trionferà, e lascia~o lo sterile scherno del pensatore lombarùo fa intendere una voce risoluta che thielle alla fine un unico potere sciolt.o dalle insidie della Chiesa che, falsa per sè stessa, falsifica tutti gli Stati. Per lui la Chiesa è cospirazione organizzata contro il ben essere di tutti i popoli, è repubblica di vescovi, di arcivesco,·i, di fra!i, di chierici, di r.cli- ])at.arj inlenti a speculare sulla credulità universale, è bottega per trarre rendite e tesori dalle mollitudini, dando loro in iscan1bio sacrarnent.i, bene<lizioni, inrtulg-enze, assoluzioni e mi!le felicità inani a scapito delle reali che potrebhero procacciarsi cpll' inùustria e coi conunercio. D' altra parte per lui l' i111µeru è r iuunagiue dello Si.alo,illuso, ingaunaLo, straziato da un' e~tera cospirazione, e veùendo il suo re Vittorio Amedeo alle prese colla Santa Sede e titubante qua~1 fosse un irnperatore dei tempi di n1czzo, se gh protferist;e co,ne I iberat.ore adùi .andogl i i rnezzi, le arti, le frodi, le usurpazioui colle quali la Chiesa soggioga da secoli tutti i re della terra. ù1a auchc il conte Raditati rimane estraneo alla nuova politica da lui desiderata, non indovina come potrebbe stare o non stare il n1ondosciolto da ogni credenza, non sa corne tentare una vera lotta contro il vu~ere pontificio, come fondare un vero Stato contro lo StaLodella Chiesa, corne rifiutare le mille r,::lmhialitratte a vista e a termino sul paradiso dei preti, come sventare quella che chiama cospirazione e che nondin1cno è azione sì universale, si pale.se, ~i duveriore alla legge d'ogni Stato. L' iufelice

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