Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 711 - di Stato del Padre Eterno o del cielo n1aestro di sana poi itica. Il tito I o stesso del suo Iibro principale: Politica e religione , trovate insiem.e -nella persona,parole ed azioni di GesìtCristo, secondoil l' angelo di S. Gio_vanni, promette una cappuccinata degna del padre Bon ino o del reverendo l\1atlioli o d" altri che mette,·ano i loro• precetti sotto la protezione delle omhre. l\la l'apparente sua sLranezza copre col \'elo del la cicala1a un' ardi l issin1a guerra al papato e all'impero. Non fidatevi di alcun papa, guardatevi da ogni imperatore, ecco il concetto che lo scrittore. lombardo non espone 1n alcuna sua pagina, ma st1ppone in ogni sua riga. Perciò egli dice che la politica separata dalla religione a nulla riesce e lo proYa col regno di Tiberio il più politico, ma il più nefasto de' ce~ari ; perciò egli soggiuuge che la religione separata dalla µoliLi0a a 1Jnlia cuutiu~e e lo prova con Mosè il più santo , ma il più sanguinario, il più _incapace dei pontefici; perciò conclude egli sardonicamente che bisogna ~fuggire ad ogni conto la mala sorte dei Ro111aui di TlLerio e degli Ebrei di Mosè; e verciò ùa ultin10 vuol egli che sì congiungano la politica colla rclig~onc seguendo il Vangelo «J.i S. Gi0vanni, il quelle tra I@ sue mani diventa una perpetua derisione dei precetti che guidano il sacerdozio e r i n1pero._ Egli procede a ghiribizzi coma1enl.auùo il Vangelo come se fo;;_je un libro di Ta~ito. Eccr a[Jnu.~Dei qui tollit peccatamundi. Che agnello! dice egli; que~ sta è politica soprafiua del Dio tlei preti, che rlopo di essere sfato terribile per mezzo di l\fosè e dei profeti, sogg1oganùo il mondo aulico, adesso venendo in persona vuol fare l'innocente per seuurre ìl mondo

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