- 709 - gli Stati solo vuole che ogni impero sorga colla sua religione, e che giunto ali' apogeo della filosofia si trovi sulla rupe Tarpea, dove finirà la sua carriera. Nel suo volo Vico si lascia addietro la vecchia politica vinta e distrutta , svela come sorgano nelle . ore predestinate i fondatori, i conservatori , ì riformatori delle nazioni , come ognuno di essi sia figlio di una rivoluzione sociale, come tutti rappresentino le diverse fasi della ragione, dei culti e dei governi; e mostrando egli come si formino fatalmente i governi , come fatale sia la loro successione, in qual modo le proprietà di ogni governo siano egualmente fatali , e si manifestino necessariamente ogni qualvolta l'aristocrazia, la den1ocraziao la monarchia sorgono per correre lo stadio predestinato dalle ]oro rivoluzioni; la politica individuale, è perenta, l'arte precettiva svanisce. Tutta la forza della ScienzaNuova, l' irnpressioneprofonda che lascia nell'animo, il suo sviluppo drarpmatico che scuote sì stranamente le idee e fa perdonare i paradossi e le bizzarrie del filosofo napoletano, l'animazione stessa d' onde il suo genio trae ogni forza dipendono non da qursta o quella sua teoria filologicao metasifica, non dalle particolarità spesso capricciose del suo sistema, non dalla sua erudizionedeficienteo tormentata da false interpretazioni, non dalle stesse sue rivelazioni su Omero, o sulle XII tavole, o sui re di Roma, o sugli eroi della Grecia, ma da questo trabalzo, per cui sottoposti ad una medesima legge tutti i pontefici, tutti gli imperatori; considerato ogni capo come il cieco istrumentodi una inevitabile rivoluzione; considerata ogni rivoluzione come un fenomeno spon.. taneo, la politica diventa arte non dell' uomo ma •
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