Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 708 - per tenersi lontani dalla leggerezza e ()_alin' credulità che rovinano gli imperi togliendo di rnezzoogni principio certo e comune. E che farete dunque dei pontefici? Essi sono i filosofi delle genti, rL,ponflc,rico a rrnes:a seconda in1crrogazione; pagani o cri:,tiani, antichi o moderni, nella barbarie prin1a o seconda, n~onintenderano i popoli altri filosofi ed erano i Mosè, i Cal~anti, gli auguri, i vescovi duci e guide delle nazioni, nel mentre che l' ltiade e la Bibbia, egualincntepoetiche, egualmente religiose, contenevano la vera sapienza del volgo. I popoli passano poi dai pontefici ai filosofi, quauùo ~~1oglieuùosi dalla barbarie avvertono falsi ed iniqui gli Dei dalla poesia e dalla religione creati benefici e provvidi nelle tenebre del: l'ignoranza, e co~ì giungono gli uomini all"urnanità nella quale i loro re diventano fìlo.:;ofi nelle monarchie ·e i loro filosofi s' improvvL;ano tribuni nelle repubbliche .. Tale è la storia ideale cotnuue a tulle le nazioni. E quali saranno adun1uJ, in terzo luogo, i destini dell' in1nero? Dall'altezza d3lla StJria ùlertle ... l' ilnpero aliro 11011 è che unJ. 1nvnan~hla o una repubblica, insomma uno Stato come gli altri, e non essenrtovi Stato che sorga senza religione , nè r(~ligione che si svolga senza pontefici . senza ten1pj, senza chiese, poco importa il cono3cere per minuti particola1·i fino a qnal punto Calcante dehba ubbidire o comandare ad Agamennone; quali spade egli debba brandire sul trono o sull'altare; quanto rassomigli a Mosè o al pontefice di Roma, o per quali ragioni GregorioVII combatta l'imperatore rispettato dai sacerdoti dell'antichità. La legge comune a lutti

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==