- 707 - de' loro pre(lecessori. Il loro regno deve finire , risponde Dori a, gemendo che l'Italia sia semprestata ora sotto i Cesari ora sotto la Chiesa; n1a- il lagno non è ragionamento e convien diehiarare in qual modo lo Stato. fui.urodiventerà filosofi~o; con quali mezzi si sottrarrà l' II.alia al papa e al r imperatore; per quale vi~ i filosofi saliran110sui troni di Cedare e di Cristo; come mai redimeranno popoli accieca ti dall' ignoranza e dalla super~Lizione. Come sì regoleranno adunque Je nazioni liberate? Quali Dei onoreranno nei loro tempj? quale autorità rispetteranno ne' loro tribunali? Qui Doria si tace, appena rit)sce ad ingentilil'e il luogo cornune colla dolt:czza dell'ingegno e con una particolare distinzione di sentimenti, e quando vi annunzia che vuol parlare ne' fondatori, de' conservatori e de' riforn1atori del ge11ere u111ano, invano questa triplice class1l1cazioue di tuU.igli uornini grandi de~ta ]a 110:;tra attenzione e fa pressentire 1'3:nt.ica grandezza di Da~1teo di Macchiavelh ; egli non sa compiere i suoi stessi disegni, e si µorde in vuo:e generatiti suu· a~uureùella vatria, della famiglia e dell'onestà. Gian1battistaVico era troppo grande per lasciare senza ri~post.a le istauze che sorgevano tlalle vagiuè dell' amico suo, e nel la Scienza Nuo1Y1 il triplice pro• blt3naa ùella filosofia del Papato e dell'Impero trova~i scioll.ocolla semplicità del genio e colla profondità di un sistema. Alla pritna ist.anza, ge ilAvono regnare i filosofi, la Scienza Nuova risponde • affer1uativa1nente, pnrehè sorgano i filosofi, purchè Ja ,,.erità sia abbastanza potente per regnare, purchè i popoli s' 1ngentiliscanoabb·astanza per intenderla, purchè i filosofi stegsi diventino aLbastauza tiàpiuu,i
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