..... - 100 - stesse categorie delle scuole italiane più non sono riconoscibili; la scuola della Ragion di Stato più non si rivc<le; le altre scnole dei federali, dei ta.. citisti e dei repubblicani non trovano uomo che le ricordi: appena il vecchio t.erna dt>l principe tra6n1ette un moto n1eccanico ad alcuni aulomatici ripetitori di idee passate, tra i quali due soli, Ciangul_oe Pianelli, hanno I' aria di viventi. Ma il secondo, visto da vicino, riluce di si sfarzosi gallicismi, che, se non è l' omhra di un francrse, dobbiamo considerarlo come il fantasma di qualche macchina a specchi operante da Parigi. · A che si riduce adunque questa fase ultima? Le sue opere più distinte sono Jibri di diritto o appartengono all'economia politica, alla scienza de~la le- _ gìslazione e subiscono l'influenza delle dottrine francesi, nelle quali la ragione s'innalza sempre più al disopra dei due poleri per stabilire l'unica sovranità dello Stato. In Francia il secolo finisce col culto dell' Essere Supremo e della dea Ragione, in Italia con un' ultima discussione di alcuni scrittori , che, secondo il solito, non s; parlano, ma si succedono, supplendo l'uno ali' altro, per mostrare come il re-. gno della filosofia accetti, escluda o modifichi l'antico dominio del pontefice e dell'imperatore. Incomincia la dìscussione con Paolo Mattia Doria, l'elegante Platonico, l'amico di Vico,che stabilisce nel libro del ia lrita civile doversi oramai affidare ai fi(o.. • sofi il governo degli Stati. Non spetta forse ad essi lo scandagliare i mi~teri della natura umana? Non sono essi i veri re, i veri pontefici dell'umanità? Benis.. simo; ma resta a sapersi che debbasi fare de' falsi re, de' falsi pontefici ostinati a rimanersi sul trono
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