- 701 - dalla J"'omhardia, la To:;cana moltiplicando le sue creature nel co:1cistorioper evit.arcun papa toscano, e Genova proliaanùo della diffidenza che lo Stato, . da cui sarebbe conquistata, inspirerebbe a t.utt.ala peni:;ola. « D~gli arcani di questa repubblica, dice » l'ano!1imo, è soverchio il favellare,mentre c3scndo » per natnra so.;;>etto~a e sottoposta a coni.inne mu- » tazioni LrafTetto, d"inleressi e di go\Terno si può con- » eludere ch"ella sia un potentato grande di nome, » piccolo di foric,, rnalvedulo da più potenti, odiato » da eguali, invi<liato dagli infel'iori e da tutti tollc- » rato, perchè a niuno torna conto che un solo cresca » tanto di potenza e di cornodità per nuocere altrui » e possa mettere a rischio la libertà comune. » - L"anonì1nonon s'ingannava, e voi ben sapete, o Signori, che il giorno in cui NapoleoneI sopprime,·a la repubblica di Genova, il regno d" Italia ingojava tutti gli altri Stali della penisola, e che quando, 11el 1815, la Liguria era data al Piemonte, più non ,·i era ·sicurezza per gli St~ti ripristinai.i dalla santa alleanza. Siamo giunti al 1707, alla fine cioè del dominio , ispanico ed abbiamo vistocorne sradicat.o il principio prilno che lo autorizzava contro i nemici della Chiesa; il Bottero e i snoi illustri avvers:1rj fini,·ano nella scicmpia mcdiocr-itàdi alcuni loro inconscii continuatori, nel n1eHlre che l'anonimo napoletano, I' inedito Antinori, Gr·c~goriLoeli, ed altri facevano intendere la voce tlel diritto superiore ai due poteri della ))Olitica pura e dell'antica religione. Ci rimane a percorrere rut i1no tratto. dal 1707 al 1789, e nella prosshna lezione :,ssisteremo agli ultimi aneliti della politica italica che più non può vivere in faccia alla filosofia moderna. \
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