Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• - 697 - a dispetto di tutte le religioni, e sopratutto rallegratevi nel ricono~ccreche i Ragguagli.di Parnaso e il Commento di Tticito, senza perdere il merito Ioro.nell'ordine dei tempi, hanno ceduto il posto ad un' istruzione le mille , olte più libera e oramai superiore alla necessita di rjspettare le .persone, di pretermettere i fatti e di camminare colle . stampelle della politica Scol~sticaper non offendere nè i capi, nè i popoli. Unmanoscrittofiorentino,conservatonella Magliabccchiana, sotto il N.. XXX, 207, riassun1emeravigliosamente questo periodo rivelando in modo pratico .e popolare ciò che chiama nel suo frontespizio Gli arcani dei principi d'Italia. Anche questo scritto non vi insegna più la politica, ma vi espone i fatti, suppone che col regno s'impara a regnare, colla libertà a libcrar~i; solo vi dice quafi sono i secreti · dei princi11i,e una volta avvisati, secondo il proverbio, siete a metà saivati. Il primo regnant~ di cui ·parla è naturairnente il pontefice, e vedete come la gran repubblica .del cattolicismo.non sia nè ordinata a caso, nè l'ppera di una grossolana in1postura, e neppure un edifizio eterno ed incrollabile. Ogni 1 uomo che lo conoscepuò combatterlo.. Il papa è elettivo; approfittate adunque del conclave, ricordatevi che ogni elezione può diventare una rivoluzione. I cardinali diviùonsi nelle quattro parti del papa, della •Francia,della Spagna e della squadra volante; prendete adunque i vùstri concerti colla parte.che vi con- ·viene. « I sudditi del pontefice sono talmente di- ·• strutti, dice l'anonimo firentino, che molti di. loro ,. abbandonano il proprio paese per disperazione, e • se i papi non concedesserodi quando .in I quando .» qualche levata di soldatesche a principi stranieri, I

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