- 693 - .. ' • nimo napoletano? Il miscugliodi tutti i go, 1crni in:- vece di essere l'esclusione dei loro vizj, non no sarebbe forse la riunione? Chi ci assicura che in una repubblica mista, la giust.iziastia col senato, la sapienza col consiglio dei Dieci, la forza col Doge, e < I.a;pazzia colla moltitudin J di5cre1.latadi ogni diritto? _Perchèla plebe avrebbe essa avnto sempre to1·to. e nel seguire Bajarnonte Tic poli, e nel de_.,iderare l\lar.inoFalicro, e nell'amare Lored1no che voleva da;~le il do1ninio di tutta r1tàlia? L' anonin10 h:t de330 posto mente alle conseguenze della sua invocazione di una repubblica mista sul Sebcto?· di una Venezia di lazzaroni? Noi credo, non vi in:,iste punto, solo cede alle tradizioni dei passati m:te3tri,poco gli cale qi e~sere esplicito, e la sua di:,CU35ionseuUa forma non è se non un accidente del suo libro, la cui forza ~ta nell'idea che non vi sia artiflzio politico superiore al diritto, e che la giustizia comandi al potere ~piritnale come al temporale. Tale è pure r idea di un altro suo scritto_pat'imenti inedito nella Biblioteca Mazzarina, dove di:,cutenùo apertam_ente il valore di MacchiavelJine distlegna i precetti e mostra che non salva,·ano Cesare Borgin, il maestro stesso del poi i tico fircn tino,. che gi:'i conosce vali l'Italia tre secoli prima, fluo dai ternpi del duca d'.i\tene, e che anch'esso JH'ajcandoli non poieva reggersi pii1 d'-un anno, a capo del quale venivaiguon1iniosamentespulsoda Firenze. Un élltro trattato dello stesso scrittore parla ingegnosame'lte dei favoriti, un altro, non so se J•erduto o stnar.. ~ilo , parlava. dei mancamPnti dei principi, e a1 tebe quç~~ìdue t\toli frizzanti rivelano il viso sardonico e rubicondo di un napoletano degno dj tradJrre , I'
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