t - 688 - più non si parla del modo con cui si diventa pontefice o profeta, più non si apprende come si facciano e si disfaccianogli Stati, o come ogni avventuriere possa imitare a capriccioTeseo,Romolo, Nurna o Mosè.Sapetequal è invece la prima questione proposta dall'anonimo? egli chiede comequesta scienza della politica stia in piedi nel niondo? prima di lui nessuno dubitava che esistesse; tutti credevanoalla sua efficacia, tutti cercavano il mezzo di riuscire : . ; Caterina de' J\fedicie SistoV, il re cattolico, e il re di Baviera,tutti si sforzavano di strapparlequalche ramo d~alloro,qualche inganno felice; qualche secreto infallibile. Adesso siamo ridotti a chiedere coine si possa tenerla in piedi: e chi la minaccia? Gli eretici, risponde l'anonimo napoletano, gli eretici cioè lo spirito di libertà che deride le vecchie fiorentinerie e che crede gli uomini · eguali, i principi onnipotenti e che si burla di tutti gli artifizj coi,qnali i Romoli delle Tuileries o dell'Escnriale vorrebbero spegnere Lutero e Calvino.Nel rispondere poi alle obbiezioni l'anonimo pronunziaper la prima voltaquesteparole: regnu11iregnare docet, e se il regno .insegna a regnare, la libertà insegna pure a liberarci senz'altra stregheria. _ Quindi egli non si perde punto ad ammirare i Romaniod a rimpiangere la meravigliosamagia delle loro vittorie; per lui non sono stati altro che conquistatori, la loro dominazione supponeval'oppressione universale,e chi li ammira, chi li rimpiange sarà immediatamente soddisfatto senza incomodarsi, perchè • l'anima dei Romani, dice egli, è passata nei corpi » degli Spagnuoli.Laonde, prosegueegli, l'anno t6t0 » il cardinal Santa CeciliaSfondrato,nipote di Grego-
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