Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

\ - 686 - costituendo un potere regnante nel tempo stesso sul corpo e sullo spirito senza ammettere il dissidio delle due nature. Macchiavelliche voleva.religionisanguinarie, sacerdoti terribili ·e culti utilmente spaventosi, rimaneva senza saperlo nella dualità dei poteri; la sua ragione solitaria estranea alle finte sue religioni ristabiliva il dissidio dell'Impero e della Chiesa, egli era un ghibellino che bestemmiavacontro il papa, ed anzi egli era un pagano, e ritornava ai tempidelle due dottrine l' una occulta e l'altra palese, l'una per i capi, l'altra per il popolo.I suoi principj cornbattevano l'intendimento suo di render nno lo SI.alo;diventando cittadino dello Stato da lui desiderato avrebbe adorato un papa da lui .interiorrnentedisprezzato e di fronte al quale sarebbe alla fine diventato imperatore. I suoi discepoli cadevano essi pure nella medesima contradizione, lo stesso Campanella si riservava di rivelare molti suoi secreti al re cattolico e scriveva con una libertà cl' impostura che affermava e negava ogni suo concetto. Ma dopo il trattato di Westfalia, si cerca l'unità nel fondo stesso dei due principj, si chiede un concetto superiore che domina nel tempo stesso la teologia cattolica e la tradizione cesarea, e la nozione .del diritto si offre alle menti come una vera redenzione. Si crede talmente all'utilità della giustizia che si giunge fino a dubitare della possibilità di trarre profitto da un'azione iniqua; si presta tal fede alla verità che ogni menzogna vien considerata comeun mezzo disastroso di governo. Nessuno·vuol fondarsi sul falso e si procede senza misteri, senza secreti, senza bestemmie; l'ardire della filosofiaraddoppiando fa qimenticare le occulte arditezze degli Italiani e

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==