Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 67 - Perciò la scena ·più terribile dell'Infernoè quella ·del conte Ugolino, del tiranno che muorenella torre della fame per decreto del popolo di Pisa. Era egli giustamente condannato;' traditore della patria, cru- •dele, impaziented'ogni freno, .soccombevaegli alla meritata vendettadell'arcivescovodi c~i aveva spento subitamente il giovane nipote. La cronica di Pisa ci rende attoniti e muti di orrore narrando quest' orribile tragedia in cui la giustizia si compie in modo sì crudele che si confondecol destino.~Mala Divina Commediasopprjme la cronica, la repubblica, il diritto del popolo.e non s' ode che una voce tonante contro i nemici·del tiranno·; Ahi t Pisa vituperio delle genti, Perchè i vicini a te punir son lenti : Il vero, l'unico delitto di Pisa è di non voler sottostare ad Ugolino,di esser piena di genti _ Che non temon ingegno che le occupi: Delittoche merita l' esterminio della città, e poichè - son lenti i vicini a distruggerla , Muovansila Capraja e la Gorgona, E faccian siepe all'Arno in sulla foce; Sì eh' egli annieghi in te ogni persona. Furente contro i popoli liberi il poeta .auguraun incendio a Pistoja: ' Ahi t Pistoja, Pistoja, chè non stanzi D'incenerarti sì che più non duri 'l Desidera dispersi i Genovesi come la sabbia del . . ~ mare: Ah t Genovesi Perchè non siete voi dal mondo spersi '1 . . j

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==