~ 685 - velli subisce più d'ogni altro lo strazio della dualità italiana; dalla prima riga fino all'ultima egli accetta • sempre la necessitàdi una religioneestranea alla sua propria ragione; se in generale disprezza i culti come forze pazze, stravaganti, li rispetta pur semprecome potenze sopranaturali ed indispensabili, e se cerca di dominarli nel proprio interesse o alr interesse generale, lungi dall'unificare i due principj, egli lotta coli' unico principiodella ragione empirica, contro l' oppostoprincipiodelle credenze.Diffattoquandovoi l'intendete parlare dei ponteficie dei profeti, quando voi ascoltate que' suoi consigli ai redentori di armarsi, di essere audaci, quando Cardanospiegandolovi raccomanda di evitare lo sbagliodi Gesù Cristo che, 1nancandodi prudenza e di saLelliti,si lasciavàsoverchiare dal popolacciodi Gerusale1nme,voi sorridete, voi sentite nell'arditezza italiana non so qual candore che la rende puerile. Si trattavadi ben altro che di sapere qual genere d~disinvolturafossenecessario ai redentori, o se Gesù.Cristo avesse sufficientemalizia, o se gli apostoli si trovassero pienamente edotti dei pericoli del loro mestiere; trattavasi invecedi conoscere se la ragione fosseabbastanzapotente per rendere mora]i gli uomini, per congedare ì sacerdoti, per abolire le favole del culto, per non necessitare. la cons~rvazione di tradizioni barbare/tli ipole~i irrazionali, di errori grossolani che pure infrenano gli uomini naturalmente ignoranti e propensi a nuocersi reciproca1neute.Trattavasi di sapere se la tradizione crescente delle invenzioni e delle scoperte che irrompe nel mondo a dispetto d' ogni pontefice ' e che stende la mano ad ogni scienza e politica e moralevalessea distruggere il mal geniodella Chiesa, ,
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