- 68~ - negare, e in ciò·sta la forza del1a sua politica che sarà sempre ·10 scandalo e la meravigliadelle genti. Ma supponete che cessi la separazione dei due poteri, supponete che Ja Chiesa perda le crociate, l'inquisizione, i tribunali privilegiati, le i 1nmunità parlicolari, immaginate una nuova societàcon nuovi capi, i quali unificando ogni insLituzioneaboliscano la 'dualità deì medio evo che bipartiva la feudalità, le guerre, la legge, il foro ed ogni cosa; in quest' ipotesi lo spirito di ribellione che animava gli Italiani, svanirà, le loro teorie saranno oltrepassate, nuovi scrittori potranno considerarle come semplici preludj, e lo spirito di nuove ribellioni chiuderà l'èra delle loro fanciullesche arditezze. · Perciò finiscono le scuole italiane colla pace di Westfalia, perciò quando Luigi XIV domina il clero e la no~iltà del suo regno, quando la rivoluzione inglese doma gli Stuardi e i Puritani, quando la Germania distrugge l'antico predominiodella casa d'.Austria, quando lo stesso czar di Russia lascia la città santa di ~tosca per stabilirsi nella 1noderna Pietroburgo, quando in una parola, la Chiesa e lo Stato comincianoad unificarsi in ogni nazione I_a tradizione italiana non è più continuata se non da una mano di plagiari, di copisti o di pedanti cbe ubbidiscono ciecamente ali' impulso dell'era anteriore senza accorgersi dell'era alla quale appartengono. Nè state ad oppormiche ancheMacthiavellitendeva ad unire i due poteri, e che ogni suo sforzo mirando a sottrarre lo stato ai guelfi ed ai ghibellini, qualora la dualità fossè la causa vera dell' immoralità delle scuole italiane, egli r avrebbe abolita per il primo, mentre inveèe può dirsi che l'esagerava. Macchia- ,
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