Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 682 - . litica, dovevasitanto·privilegiQal privilegiosuperiore largito alla nostra penisola di essere la terra su cni. per la prima volta nel mondo sorgevano distinti e materialrnente separati i due poteri del papato e del- . l' ilnpero. Nell' antichità i1 sacerdozio confondevasi coll' in1pero, la religione e lo Stato formavano un tutto unico e indivisibile, e i Calcanti'obbedivano agli Agamennoni, gli auguri ai consoli, e la patria era santa e profana, la legge divina· e umana nel medesimo tempo. Ma quando nel medio evo i due poteri furono chiaramente stabiliti l'uno f~_oridall'altro, l'uno in faccia all'altro, il potere spiritnale fu solo santo, solo giusto, solo .morale, solo divino, e il potere temporale rimase alla. volta sua solo umano, solo naturale, solo profano, solo abbandonato al calcolo degli interessi stessi: quando poi i due poteri si estendevano colla civiltà, quando erano chiamati dal commercio,dall'industria~ dH lle scopel'te,dalla lihertà ad esercitare una giurisdizionesempre più vasta, la diversità loro seguivali in ogni progresso; quanto piLL la Chiesapretendevasi divina, tanto più lo Stato trovavasi al di fuori di Dio, quindi al di fnori dello spirito, quindi al di fuori della giustizia,e della morale, e ne nasceva questo portento mostruoso della politi~~ italiana, ,la quale dal momento in cui sorge tra le guerre cittadine del trecento fino all'ultimo momento in cui agonizza tra le decrepitudini del seicento, trovasi in tutti i suoi periodi~ in tutte le sue fasi sventuratamente iniqua e immorale. E nulla di più logico: se voi separate due nozioni, se mettete da una parte la divinità, dall'altra ciòche non è la divinità, ciò che la esclude; se in seguito voi scandagliate questa -seconda parte, se cercate •

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