Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 680 - tabacchiera o qualche lucroso impiego, e ne esce una letteratura di scarabocchi, cioè La scuola della verità del gesuita Giuglaris.- La boccadella verità u.gliorecchied al cuore de'principi d~l Palermitano ;\..r.ata. - La sicurtàdeltrono del piacentinoMucci.- Il libro de'principi di Diego Cacciatore - ed altre cappuccinate,le quali sono veri capolavoriparagonati col Principe cri~tianopratico del padre Giovanni Ballista De Luca, « abbozzato, come dice il frontespi- » zio, nell'ozio tusculano autunnale del 1675, e poi )) accresciuto e ridotto a diversa forma ~1es'pazj estivi » avanzati alle occupazioni quirinali nel 1679. » Costui fa consistere la sua fierezza e la sua ìndipendenza nel non voler ,e soggiacere alla vile servitù >> della gramrnatica. » Si fonda poi colla fede più robu~La,sui prin1i capitoli della Bibbia per stabilire che Adamo inventava le città e Caino le torri per difendersi contro due o tre fratelli che non l'assalivano. Ma se non ammette dubbj in materia di fede, per con1pensovi permette di pensare quello che voJete sul papa e l'imperatore, perchè, secondo lui, tutte le teorie politiche sono pure chiacchere e le quistioni sono sempre sciolte a fucilate, ;l, cannonate senza che se ne sappia la ragione. Il princiJJeecclesiastico di Rubini, l'Estrattodi Colonna del Lupi, Il proteo della Corte del Guicciardi, le operepolitichecristiane del Caraffa, le Sciocchezze del Maccftiavelli scritte dal padre Lucchesini, dette poi per abbreviazione le Sciocchezzedel Lucchesini e il Governopoliticocristiano dello sciocchismo Bandini, che è un Lucchesini palermitano, sono opere che vi menziono per compiere l'inventario di questa desolata scuola, la quale spesso sceglieva il pulpito

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==