• I - 674. - nella quale entriamo più non crede alla necron1anzia politica. Se consultate la bibliografia, durante i settantaquattro anni delle guerre di religione, dal 1576 al 1650, voi contate trecent' otto politici; ma nei settantaquattro anni successivi, cioè dal 1650 al 1724, ne contate appenacentoventuno;siamo quasi al terzo.· La letteratura straniera, che serve come di corteggio alla nostra e ne riceve l'influenza, decresce ne1la stessa proporzione,e mentre nel periododelle guerre di religione, voglio dire sempre dal i576 al 1650, produce trecentocinque politici, sottoscritta la pace di Westfalia, dal 1650 al 1724 , ne dà solamente centoventisette.Questa differenza è grandissin1a se si riflette che dopo il 1650 il numero de' libri aumenta prodigiosamente in ogni genere dello scibile e che in ispecie la stampa politica dà l'immortalità a mille discussioni per lo innanzi lasciate nel do1niniodella conversazioneprivata. Più tardi, dal 1710 al 1789, gli scriLtidi teorie politiche in Italia si riducono a novantanove, all' estero a settantatrè, nel mentre che innumerevoli giornali sopravvengonoa . commentare ogni menomopettegolezzodi Londra o di Parigi. - Ma se bibliograficamenteparlando i politici dimi-- nuiscono di numero, considerati sotto l'aspetto del loro intrinseco valore, si può affermare che hanno cessato, e voi cerchereste inutiJmente dopo il 1650 un uomo capace di continuare Can1panellau, no scrittore tale da eguagliareCardano; che dico'/ più non si s~ nemmenoemularegli uomini di secondoordine, i quali acquistavano importanza, grazie ai compagni loro. ed al posto da essi occupatonell'esercito degl~
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