Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 669 - e obbligavali a fuggire per evitare la morte: così comportasi ogni popolo coi capi suoi quasi siano altrettanti carn~fici; li lascia insorgere, accorda loro l'onnipotenza di un giorno, permette loro di spegnere i suoi interni nemici, poi compita la loro nefasta missione, li vuol morti, rialza l'antica forma, restaura il tradizionale governo e si affrettadi ristabilire lo Stato sulla sua base, affinchè valga a respingere gli esterni nemici e conservi Ja sua ragione d' essere tra le nazioni. Sammarco fu dopo la sua morte completamente ' dimenticato, la letteratura italiana che pure conservò la n1emoriade' suoi versi, smarrì per quasi due secoli il suo libro Delle mutazioni dei regni. 1\la nei primi anni del nostro secolo quando i nostri padri videro svanire e le repubbliche create dal Direttorioe il regno iinprovisatoda NapoleoneI, quando videro tante guerre, tante lotte, tante insurrezioni, e sì sfarzosa cos·tellazionedi celebrità, di illustra-· zioni rientrare quàsi nella notte dei. tempie ristabilirsi nel t81~ le antiche forme, gli antichi papi, gli antichi sovrani, come se nulla fosse accaduto, allora si ricordarono dello scrittore napoletano,e allora ri- · prodotto più volteéolla stampa, rispose il suo libro. alle triste loro riflessioni sulla nostra sorte. I

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