Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 668 - nella monarchia della quale specialmentesi occupa. Ma ne porge una sì esuberante enumerazione, ne iudica le cause, le ·occasionj, i mezzi, le circostanze, con sì ricche classificazioni;fa tale quadro delle calamità che traggono al loro seguitoqualunque ne sia l'esito ultimo; 1nostra il rivoluzionariosì invariabilmente soprafatto, sia nel tentare r impresa sua come Sejano, sia nel momentodi riuscire con1eBruto e Cassio, sia quando credesi già villorìosoco1ne Ottone e Vitelli o, che giungendoalla fiue t.lel libro, si rimane scuorati e affranti, e un lampo di luce ci balena confuso nella mente additandoci essere le rivoluzioni, anomalie, i rivoluzionarj,vittimepredestinate, e le loro azioni, atti di giustizia voluti dalla ragionedei popoli, non però mai dalla ragione degli Stati. Scorretediffattola storia: di rivoluzioniche riescano ne trovate appena una ogni cinquecentoanui. ARoma trionfa il primo Bruto, poi il primo Cesare,e il resto va perduto per sempre. Istessamentenella storia della Francia quale è stata la sorte di tanti capi di popolo, dal preposto dei mercanti fino a Robespierre ed a Danton? Quanto tempo hanno regrtato i pastorali, i Colignì, i terroristi di que_llanazione? Sono f;uttipassati co1neMasauiello, il re ùi undici giorni; tutti hanno dovuto cedere ::. lla fat.aliti-l,tutti dopo di avere pigiiato al rovescio il governo tradizionale, e fatto repubblica dove era monarchia, come in In-- ghilterra~ altri rivoluzinnari,Cadee Jack, fa.cevanomonarchia dove era repubblica, hanno dovuto svanire. Tra gli Egizj, il popolo permetteva che gli imbalsamatori aprissero i cadaveri, ma appena avevano questi fatte le loro "incisioni,·scagliavasisopra di essi '

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