Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• - 65 - giorno d-el genere umano, e con questo ragionamento ·averroistagiunge Dante a11:_...in~~p_ettata ci - zione del Vangelo, Gloriain excelsii'~~Dèo "et in terra pax hominibusbonaevoluntatis~ ·.... Da ultimo l'interversionedelle teorie guelfe muta l'organismo della utopia e la fa trapassare dalle fusioni pontificie alle federazioni legali, dalla forma morale alla forma giuridica. Dante più non procede col disprezzo della legge, più non parla nè dell'autorità che scandaglia le coscienze,nè delle moltitudini che mutanodi aspettoad ogni momento: non .l'autorità egli chiede al destino, non il predominio sulle idee. si pr.ppone,egli, come suo ultimo scopo; gli basta di essere lib.ero, di rompere i ceppi che incatenano l'intelligenza, di liberare Averroe dalle carceri dove geme. Quindi egli vuoleun'Italia fede- · rata, cioè, nella quale, i minimi affaridellacittà,non siano sottoposti all' imperatore ; quindi egli vuole il mondofederatosotto il dominiodi Cesareperchè ubbidisconole nazioni, i regnia leggidiverse,ed altrimenti si regolano i Sciti sotto i poli, altrimenti Ga- . ramanti sotto l' equatore ; quindi accetta egli tutta - la tradizione germanicanell'anticasua alleanzacolle rivoluzionid'Italia generalizzandolain mododa estendere a tutti i popoli quella lega propostadal senato romano a Federico Barbarossa; quindi intende che ogni cittàrimanganegli antichi confinidella sua giurisdizione, che ognivillaggio,fossepurepiccolocome Pogneo Simifonticonserviinviolatele sue franchigie. Ma se il poeta lascianelletombedell'antichità _il fantasma della centralizzazioneCesarèa, e negli avelli del medioevogli ·spettride' Berengarj,non può égli nè combatterenè lottarein favore·della libertà gene5 I • • I

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