Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

l' - 660 - terdirvi l'accesso della corte o trattenervi dove non dovete rimanere: CosìPlatone vedeYa e lasciava Dionigi il tiranno; così Masaniellosapeva combattere e visitare il duca d' Aréo, così Giovanna d'Arco guidava · Carlo VII a Reims. Tradireste l'amico vostro diventato re volgendogli le spalle; tradireste voi stesso cercando nella sua fortuna, la vostra. Finalmente considerate pure il re, se volete, come il capo delle mollitudini, co1ne ruolno conùanuato a rappresentarne la cecità, i vizj, l'ignoranza; ma non dimenticate mai che egli è un capo, che simile ad un generale, egli combatte sempre, che sempre egli è destinato a vincere un nemico invisibile: qui odia il clero, là i filosofi, altrove la rivolnzione, altrove ancora la reazione; ma ogni suo atto ha un senso, e Napoleone I regna comhatteudo la repubblica, Luigi XVIII combattendoNapoleone, e se il re dorme, se si diverte, se perde il suo tempo colle favorite o alla caccia, se il suo cicaleccioè frivolo,contradìttorio, tale da non potersi ascoltare, attribuite solo tanta insignificanza alla lentezza del tempo, aìla vo1garilàdella moltitudine, alla sua incertezza, al suo tentennare tra conlrarj partiti, e infine a cir~o.,tanze esterne che obb\igano il capo a rallentare il passo sulla via della storia. I cugini, poi i fratelli, gli zj, le madri, le mogli, queste parti integranti della farniglia reale, per le stesse ragioni . sono sforzate di aver un senso; perchè le tenerezze domestiche, le gelosie interne non potrebbero mani.. festarsi vicino alla persona del sovrano senza mostrare le diverse alternative delle sua mente, senza indicare le varie direzioni della sua volontà, senza diventare altrettante ipostasi della futura sovranità. L'uomo politico, ultimo argomento della scuola

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