Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 657'- pratico deve fermarsi nel fatto,· attenersi all'atto, giudicarlo nella sua manifestazione esterna , non divagarenelle regioniindefinite delle intenzioni, dei motivi occulti, _delleragioni secondarie, delle cause nascoste; siete voi offeso?chiedetene conto all'offensore senza entrare ne' suoi interessi, senza preoccuparvi della psicologiadelle sue azioni, senza cercare in voi stesso vendette o sodtlisfazionimorati o immorali. Quanti uomini lasciati addietro Jai loro coetanei , oltrepassati da tutti a di~petto à'"~ll' in6eg110, dell'onestà loro e direi quasi fall ili sotto l'aspetto della f9rtuna, senza che se ne sappia il perchè ! Ma se siete loro arnici, se giungete a dominarne Ja condotta scoprirete che creavano col meditabondo loro carattere un mondo fantastico, cercandovi avventure, soddisfazioni, riparazioni immaginarie; un uomo fittizio viveva in essi a disfare quanto avrebbero potutofare ai loro amici e nemici reali; moltiplicando i piccoli falli, rimanevanopoi come se ne avesserocommesso di grandi. Più volte fu detto che i letterati, i filosofi ed i poeti sono inesperti e mal pratici negli affari, ed è appuntoperchè formano la classe più esposta ad equivocaretra il mondo reale e l'immaginario. ·L'ultimo che io nominerb per rendere. omaggio ali' inspirazionerepubblicana, sarà il cardinale Federico Borromeo, il nipote di S. Carlo, di cui già yi p·arlai, riponendolotra i più illustri avversariopposti dalla Chiesa alla Spagna. E l'operetta del cardinale Federico _non_smentequesta onorata parentela, nè macchia certo il nomedella famigliamilanese,quantunque il suotitolobizzarro: Dellagraziadelprincipe, pqssa indurre in errore. 11cardinale Federicoconosce

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