Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 655 - » ~ in quell'istante mettere tutte le. forze possibili, >) perchè sarebbe voler trovarsi nel termine senza » voler passare per il mezzo; ma va pian piano sol~ » cando e guadagnando terra perché molti concedono ,, a poco a poco e si sentono presi di mano in mano » in certe cose piccole che sono quasi pre1nc.3.3eche ,, fanno necessariamente venire alla conclu.3ione. » L'osservazione seguente vi ~piegaperchè sì scarso è il numero degli uomini felici. « La più parte degli » uomini, dice Io Scaltrito, assorti nei proprj affari, l) trattano cogli altri uomini alla balorda, inconside- >., rati e incircospetti, non per mancamento d' inge- » gegnò,ma per non si curare òi applicare la mente » alle qualità delle persone, de'ncgozj, ed al fine di >> quelli ed ai mezzi più espedienti o 1nodipiù civili, » più soavi, più prudenti che immaginar si possino; » anzi, per il contrario, considerano solamente le >> cose presenti e si lasciano uscire le parole senza » fatti, senza esser prima nella mente concepite o » fomentate, diportandosi con tutti con semplicità » e famigliarità come con gli stessi proprj di casa >> sua, d'onde sono poi tenuti dagli altri uon1inicome » l'asino tra gli altri animali che non val nulla se » non al basto e con la soma: non buoni se non » nella scuola o nel mercato o nel campo, non grati » con gli altri nè in parole, nè iri .fatti,ed essi non · > 1 · concludonomai le faccendeche fuori del loro eser- » cizio. » Ecco un ottimo quadro dell'imperizia, il migliore che abbia incontrato, e conclude · quindi • lo Scaltrito « di riflettere allo scopo, ai mezzi, alle » persone, ai modi di trattar degli affari esponen- ~ doli con le maniere che convengono per conse- • guire il fine. »

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==