Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

t ; - 602 - è il consiglio seguente circa i mali ufficj: « avvertisci » che per far colpo .bisogna che abbino tre condi- » zion i: la prima che si faccin'! di rado, perchè per » ia frequenza si è trattati per maligni; seconda, in » laude di colui a cui devi dar la botta devi pre- » 111etterqeualche cosa per mostrare che non ti muovi » per odio; terza, l'imputazione non ha da essere per » cosa piccola ma di cosa che tocchi al padrone, e, » quello che più importa, mostra che la parola ti venga » detta a. caso e in1premeditata. » Tutti sanno quanto seccaginoso _sia il corteggio dei sollecitatori , i qu·au inseguono , chi per amore o per forza s'aggira nelle sfere del potere; il conte di Verrua impietosito porge un rimedio di cui utilmente potrebbero usare e ministri, e deputati, e senatori che stessero in funzione per loro proprio divertin1euto. "-Con gli uu111i11i che hanno a starsi lontani >> s'hanno a fare· lunghissime offerte, perchè partono •)) da te confusi di obblighi , e con la lontananza » non possono scoprir l'arte ; ma con quelli della » corte che stauuo ogni giorno ad osservarti, sii so- » brio nelle promesse, perchè altrimenti sei scoperto » per bug~ardo. » Serve però d'antidoto ai petenti l'altro precetto: « Non credere mai alle parole degli » uomini, ma guarda loro sempre alle mani ed· agli , » effetti. » Esiste pure nella Biblioteca nazionale di Parigi un altro manoscritto inedito degno di stare accoppiato . ~on quello del conte di Verrua, ed .il cui merito viene pure dall·ironia , dalla noncuranza ariostesca per splendori disprezzati , da una interiore alJegria in parte destata dalla carnica missiqne del cortigiano. Io chiamerò questo manoscritto il libro dello Scal-:-

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