Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 6nt • la simulazione è l'anima delle corti:, , che bisogna starvi tenendo in serbo una porta secreta per cambiar· di padrone, che conviene esagerarvi la gratitudine per i benefizj ricevuti e mutare viso, attitudine e serubiaule at.l. og111 t1·atto:sono questi precetti presupposti cui il Conte pien1onte~e solo aggiunge il vezzodi un tono facile e spedito. Ma sentitelo come consiglia l'impostura dello strisciare, il falso entusiasmo del furfante che inganna il suo Signore. « Per » acquh,tare la confidenzadel padrone, dice Verrua, » tre cose sono essenzialisRime:la prima che mostri » aggrarlirlo per irlolo e non aver alt.ra cosa in testa » che lui, la seconda la taciturnità, la terza che con- » versi poco o niente e massime con diffidenti del » principe. » Convien poi in ogni modo mostrarsi religioso, devoto, amico della Chiesa. « Utilissima ,, cosa, anzi necessaria al giorno d'oggi, prosiegue » Vrrrna, è rl' avere amicizia con i gesuiti ed altri » preti riformati, e guanto al credere o non credere· " alla loro bontà sia arbitrio di ciascuno; però vestiti _-della pelle loro, e tornerà a gran conto dirne bene » in pn hblico, ~ehbene il fncci ancora contro sto- » maco.... Anco un ipocrita ad ogni modo è temuto » e riverito. » L'uno dei moti più strategici della politica consiste nel dividere il nemico, perchè la razza umana è si d·iscorde,si pazzamentebestiale, che due uomini · concordi ne valgono mille. Perciò, dice lo Scaltrito: • Dove tu vedi due servitori uniti n che siano gran- • demente favoriti, non pensar mai di poter ascen- • dere, se per qualche via .non cerchi disunirli, per• • chè-ognuno di essi viene poi alla vòltasua per·con• -» giungersi teco. » Non meno sapientementeegoista • I I

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