- 6(16 - altri capitoli sul maggiorduomo, che dovrà essere pratico, giusto, diligente; sull'auditore che sarà piacevole, affabile, umile; sul segretario che si vorrà discreto, letterato, filosofo;su 1 maestrodi carnerache 'i mostrerà molto grave, invecchiato,ed uomo piuttosto di cappa che di spada. Converrà che il coppiere sia fedele, conoscitore dei vini, e si richiederà che lo scalco sia grande di corpo, gioviale di volto, pulito nel vestito, di età mediocre, consumato nell'arte, pronto e sollecito nel servire, e l'animo suo si disporrà all'uffizio coli'esser prudent~, onorato, paziente, liberale, modesto, non goloso ma copioso di partiti. Il maestro di stalla, il forriero n1aggiore~ il computista, il cappellano, il cameriere secreto, la lunga fila dei palafrenieri, cocchieri, lelticchieri, il trinciante in cui si richiede arditezza, il guardarobiere che deve tagliare e cucire con garbo; tutte le funzioni sono analizzate in sei giornate, o conversazioni, in cui lo scrittore imitandoPlatone si forza di esser amabile e di spargere le veneri dello stile sugli utrum della sua scolastica. Voi sentite, o Signori, che non si potrebbe approfondire troppo la filosofiadel Duccie del Sigismondi senza provare un certo nlal essere morale. Tanti scrupoli nell' argomentare sull' interesse personale del cortigiano,· tanto metodo nel discutere le esf.. genze della corte, quantunque incontestabili sotto l'aspettodella logica, non possononon suggerire alcune obbiezioni.Si può chiedere se la corte non sia servaggio; se essa non torni malagevoleal savio; se non vi sciupi il tempo suo; se le inquietitudini,l'ansia, l'emulazione dei cortigiani, se il disprezzonaturale dei principi per chi si prosterna din·anzi ad
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==