- M~ - tutte le gradazioni dell'ossequio e dell'interesse, e crea una giustizia aulica, una ~o.;cieuzacortigiana a·:Jjfuori ,]ella giu3tizia del mondo e della coscienza dell'umanità. Poi sopraggiungono le questioni spinose, i casi difficili, i quodlibeta dell'uomo di corte. Deve egli fare tutte le azioni, anche le disonoranti, richieste dal serviziodel principe? Certamente,e se vi manca sarà « disonorato cortigiano operando contro il ser- >) ·vizio,Lcnchè rimanga onora~ucittaùino. » - Deve egli "spenderela roba e la vita bisognando in ser-- vizio del suo principe? Questopoi no, perchè il cortigiano ha per principale meta il suo· comodo. - Sarà egli bene che abbia spe3s0 ragionamento col principe? Voi vedete l'imbarazzodella scelta, da una parte la conversazioneconduceali' acquisto del favore , questo bene supremo del cortigiano, ma d'altra parte il principe può esa1ninarvi, conoscervi, strap- - parvi la maschera; spetta a lui l'interrogare, l'interrompere, il mutare i discorsi. - E quali saranno le vostre conversazioni col vostro padrone? Bisogna pensarci, e saranno di negozio o di trattenimento; quinqi una doppia serie di precetti dove sorge la gran questione dell'adulazione che· il Ducci vuole disdegnosa e burbanzosa, come già desiderata dal Nifo e dal Commendone.Brevemente·, tutti i casi sono previsti, quello in cui urge di abbandonare il padrone, caso sempre estremo, quello in cui il principe è cardinale, quello in cui il cardinale è papabile; io non aveva mai incontrata tanta bassezzanel- . l'erudizione, nè una più minuta viltà nella dottrina. Ma voi non siete ancora al fine, perchè un anno dopo Ducci, nel i 604, SigismondoSigismond i vi dà
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