- 64-2 - e di compiacereal principe, che lo desiderano riverito, applaudito, beneviso, favorito, i trattati~ti, dico, che prendendolo·sul scrio lo istrui3eono e lo guidano con amo1·esulrerta via della fortuna sono essenzialmente meschini, nel mentre che i loro· predecessori nèll'a.trnosferaanteriore alla Spagna era110splendidi, co1ne basta a provarlo il solo nome di Baldassare Casligl10n i. Questa volta procedonoessi peripateticamente,trattando ogni più minuta questione secondo tutte le regole della più teùio3a scola.;tìca, ed entriamo in materia con Lorenzo Ducci, . un firentino diligente, studioso, co1npassato, che vuole insegnarvi a conquistare la grazia del principe col su~sitliodi Cajo Cornelio Tacito. Questa è la sua pretensione dichiarata col titolo stesso del libro : Delr arte aulira fondata in CornelioTacito, nella quale s'insegnail modo di divenirepossessore della grazia. · drl principe. Voi mi chiederete proùabilmenle a che possa giovare Tacito nella conquista della grazia sovrana? Qual rapporto tra lo storìco romano sì altero, sì disdegnoso d'ogni volgare interesse, e l'uomo aulico, il cui merito sta nell'eccessiva flessibilità della spina dQrsale? Il rapporto sta in ciò, che Dncci legge Tacito al ~oyescio,. ammira ogni cosa disprezzala dal suo maestro, raccoglie dal basso quanto raltro getta dall"allo ed ha talmente perduto il senso d'ogni moralità politica, d'ogni decenza letteraria che propone d"imitare il tanto abbominato Sejano, a cui solo vuole toHa 1:u1- . . .. ~ tima· cndu ta, dalla quale riceve la tragica riabi~ita- . - zione della sventura. · · · Nulla eguag_lia il rigore col quale ~ucci.,discute tutti gli articoli della bassezza aulica; egli vuol sa-
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