- 633 - taro apostolico, un omaccio rotondo, gioviale, di una sciocchezza che raliegra, e contentissimo di ,essere stato per venti anni governatore a conto del papa, ciò che gli è valso I' ineffabile voluttà di sentirsi chiamare eccellenza, il lustr,issimo, e vero sole dei popoli in tutte le cantonate tlelle citt.à italiane. Egli apre adunque i tesori della sua esperienza a tutti coloro che volessero percorrere la stessa carriera e incon1inciadal dire loro in uno stile maccheronìco, seminatodi citazioni latine: Che i governi essendo necessarj a causa del peccalo originale, i governatori non sono meno indispensabili per reggere i popoli. · Qnal sarà adunque la prudenza del governatore, " Appena che a,·ra avuto H governo dovrà. quanto » prima andare a baciare i santissimi piedi a Nostro » Signo,·e per rendergli umilis3in1egl'azie dùll'onore •· che gli ha fatte. » Nel capitolo successivo, il nostro niamalucco ·pontificio, prepara le parole . che « dobbonsi dire dal governatore a Nostro Signore , nel rendergli grazie, e il n1odo che dovrà. tenere · • nell' entrare nella camera pontificia. • L' obbedienza, la devozione, l' imbe~illitàrivalizzano tra di esse ad ogni pagina e fanno corteggio ad una tri• vialissima astuzia per addottrinare Ja dignità posticcia del nominato dignitario. « ~on starà sull' al- • bergo, dice Carbonario, che non avria del ma- • ·gnanimo » - « visiterà tutti i- cardinali per • non ricevere mortificazioni,, - prima di partire per il suo governo « sentirà la messa con tutta la • ·famiglia a un altare privilegiato e dal migliore , sacerdote ehe sia in quella chie~a • - e appena giunto alla sna residanza antl1·~ puro in Ghie:;a·riti-
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