Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 632 - nel suo libro piacevolmente intitolato la Repubblica regia, dove generalizzandoasinescamente il principio che bisogna difendere Ron1a e conservarle il governo, dichiara nel capo II del libro II « qualsivogliaaltra » religione dalla cattolica in fuori, non essere atta » a conserYare la repubblica nella quale si trova; » motivo per cui l' in obbedienza e l'insurrezione fuori della Chiesa sono atti di autorità e di conservazione. lVIachiedesi ancora l' 1\lbergati con una coscienza esemplare, i regni ·e gli ilnperi dei pagani non sonosi alla volt.a loro lungamente conservati? Aristotile, P]atone, Zenofonte"non hanno forse dati ottimi precetti ai principi? Per poco che vi ricordiate, o Signori, della dialettica ùella Ragion di Stato, voi indoviuerete la risposta delr Alhr.rgati, il qnale accorùa be11ig11au1euclehe uu tempo le religioni pagaue potevano convenire ai popoli, e le ùoLtrine dei filosofi essere di qualche utilità, ma dopo Gesù Cristo spetta esclusivamente al papa ed ai cardinali H regnare sul mondo, e se prima la ragion naturale era udle, adesso nuoce e bL;ogna sbandirla. ~Iolti parlano dei conclavi, del concistoro, delle sue squadre ispaniche, galliche e volanti, degli.scherzi della fortuna nelle eleziou i pou tifit:ii-0; le biblio~e~he. ci offrono nun1erosi mano8crit.ti sn queste materie, dove la Ragion di Stato fa ridere a spese del culto; ma dovendoci noi attenere alle teorie e alla loro lo- ,. gica successione non po~sian10occuparci ò i questi lavori qnasi interamente istorici ed aneddotici e passiamo quindi :111a'rgomento del governatore, il principe in miniatura, cui lice di essere. imperioso coi subalterni quanto cgl i. è ossequioso coi superiori. Q.uisiamo guidati da MasseuzioCarbo1_1aripor,otouo.~

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