Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 6!9 - antitesi rimaneva la logica deduzione allo stato di sterile antinomia e parlava solo l'cquiyocnnte classicismo <le,porti e la iligrrrzion:1le azione dei c:1pi. Un sol UOJllO concepì l'i_!]eadi convocare una dieta italiana. Voi tutti ne conoscete il nome: voi sapete che Cola dt Rienzi volle un giorno riunire l'assemblea generale della nazione, e quest'assemblea sarebbesi meritamente detta il primo Parlamento ilaliano. Questo splendido convegno era da lui iRdetto per il giorno di Pentccos!e dell'anno 131-8 e dovevano intervenirvi non solo tutti i capi delle repubbliche o delle signorie italiane ma a.I tresì il papa, l' imperatore, gli elettori di Gerrnania,tutti i rappresentanti della repubblica di Cesare e di Cristo, ordinata secondo il patto di Carlomagno colla Chiesa. Ma credete voi che egli pensasse a discutervi gli interessi dell'Italia, della Chiesa o dell'Impero?Credete·voi che volesse dare alla. fine la parola alle mute libertà della terra nostra? Asco]tate la sua stessa confessione: « Vi citai, disse egli più tardi ai Tedeschi che • lo custodivano nelle prigioni di Praga, vi citai ma • non sperava di vedervi; vi citai ma non per sot- • trarre agli Alemanni il legittimatoimpero; vi citai > ma solo perchè sotto il pretesto di discutere l'Im- » pero, aveva stabilito di convocare un gran Parla- • mento nel giorno di Pentecoste, dove tutti i tiranni » d'Italia, invitati con dolcissimelettere e con solenni • ambasciate, che promettevano loro tutti gli onori » e tutte le legittimazioni, io sperava far cosa grata )l a Dio se tanti lupi riuniti in un sol luogo di » universale giustizia, presi alla rete, fossero poi di » un 1ratto impiccati in faccia al sole, e già, come » consta dalle loro risposte,si preparavanoa venire

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==