• - 628 - prezzare silenziosamentequanto danno reca5sero Lutero e r/, 1ueri0a, qnanta confidenza meritasscro gli Spagnuoli od i Francesi, quanta fosse la necessità o l'inutilità di spingere ad oltranza il con1batlimento contro i Musulmanied i protestanti. Il popolo doveva quindi tacere, bisognava che ubbidisse, e ìl servilismo diventava la ragion dell'Italia, la pietra angolare della sua civiltà. E guardate che nelle stesse epoche fortunatedella nostra storia, uellc epoche di Dante, di Petrarca, di Macchiavellinessun scrittore nostro di genio abbracciò mai l'Italia in modo da persuaderle immediatamente la discussione pubblica de"propri affari. Nel1e condizioni istoriche del passato la era cosa impossibile;tanti Stati diversi, opposti, rivalizzalinon potevano riunirsi in una dieta; qual rapporto tra gli interessi di Torino e quel li di Ron1a?qual relazione ~ tra le quattro fazioni d'Orvieto e le parti di At\stio di Treviso? qual nesso tra tanti guelfi, neoguelfi, quasi guelfi che alle prese con opposti partili rendevano di diritto pubblico ogni più strana inimicizia? Poteva forse la parola scorrere libera a traverso tante contradizioni? Poteva. forse "il. pensiero arditamente manifestarsi nelle sue negazioni ed affermazioni generali? Qui sorgeva,per esempio,la tiran• nide viscontea, che sommergeva cento città, esten• dendosi col pugnale alla mano fino a Siena ed a Perugia. Come no~ assalirla? come resistere alla volontà di atterrare·-questofalso colosso?Manell'atto di combatterlo lo vedevatevacillare, cadere e cadeva con lui l'antemurale dell'Italia contro l'invasione germanica: il sì ed-il no vi straziavanoogni concettot ed ogni altra lotta smarrendosi in non meno strane
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