- 6i7 - zione. Si regna colla voionta delle moltitadin i sempre ignoraulissin10 e triviali; si regna coi luoghi CO~ muni 1 colle verità trite e volgarissime, o se volete eoll'onesta fermezza io un sistema d'idee semplice preconcett.oed esplorato in ogni sua vertenza; si regna in una parola colla tratlizione, -coi pregiudizj, colle religioni, colle generalità note, se1nplicie luc~nti. Ma il genio che lascia le vie note, che si compiace di verità complicateed oscure, che è• sempre individuale,sempresolitario, mal pratico, inte)Iigibile e ridotto all'ast.raU.apossibilitàdella teoria, nulla ha di comune coi governi nè colla moltitudine contemporanea e ùevc e8serelasciatoai capriccidella mente ed al caso delle rivoluzioni. Qual mera,,iglia adun:. que che gli scrittori o piuttosto i descrittoridei governi coslituiti siano sempre mediocri? Comemai sarebbero novatori di.scoprendoun fatto già compito, , già vittorioso, già accettato da un'intera nazione'! L' ItaJìa poi dòveva conservarsi qual' era, combat- . . tendo la rivoluzione protestante, l'invasione rnusul~ mana ed il predominio della Spagnn,e in 1ne2zoa questo triplice pericolo a chi spettava il diriggerla '! A chi il guidarla Bel labirinto delle guerre di religio~ ne? Non certo alle Camere di Lucca, di Genova o di Venezin; non agi i scrittori tribu~izj, tutti con-. dannati a vivere col popolo nel fondo de' di-versi . . Stati d'oru.lemal si poteva discutere il moto generale. Conveniva fidar~i dei duchi' dei principi, _dei papi, conveniva ripo~tarsenealla loro prudenza; soli vedevano essi da luugi r 0~1dadcglì··avven i men ti~ soli potevanomisuraregli spostamentigeografici delle grandi potenze·politiche·d'onde risultava ·1a.forza: o la debolezza comparàti va delrllalia,'. :soli potevan~ apt t
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