.. - 61 .. arditi,·obbligavaa· vaneggiare i suoi stessi avversarj e mostravasi col baleno dell'irresistibilesua bellezza . fino nella mente dei crociati e quasi degli inquisitori, e mentre gli scandali si moltiplicavanocolle stragi per respingere la Chiesa, il genioitalianodoveva rimanere fedele a S. Tomaso,e lasciàrela monarchia, questa forma tradizionale delle sue rivolu- . zioni tra le mani dei pontefici che l'avrebbero fatto retrocederedi trecento anni verso i -Più angusti cer- , chj del passato? L'Jtalia non sarebbe stata nazione o sarebbe stata priva dell'una delle categorieessenziali ·del pensierose non avesserapidamenteopposto all'angelo dei Tomisti,un angelosuperiore,ed intendendo il nome di Dante Alighieri voi vedréte, signori, che non a caso nascono nè gli uominid' ln- . gegno nè i grandi poeti. Due sono i monumenti di Dante che dobbiamo - esaminare, l'uno di poche pagine, il libro De Monarchia, e l'altro che tutti sapetea memoria,il Poema della Divina Commedia. Per noi l'uno e l'altro rappresentanola ·medesima· idea, ora in prosa, ora in versi; ora ~ell'arida formola del ragionamentoscolastico, ora tra le splendide finzioni dr ·una· regione transmondan~. Cominciamodal libro De Monarchia, dal ragionamento prosaico,dove gli equivoci della poesia non potrebbero traviarci. Se ci attendessimo a trovare in Danteuna confutazioneregolare de'suoi avversarj pontificj,noi e' inganneremmod-i·paese e di materia. Di paese per8bè in Italia gli scrittori· si succedono senzapolemica,si distruggònomutuamentesenzarumore alcuno, comese scoccasserole saette in visibili ... , ' I , I I
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