- 620 - noscerne od a!!ontanarne il padre, - altrove fino a qual punto sia abbominevole lo scandaloso dogma della libertà di coscienza, - e cento cavilli di nes.. , sun conto sono per tal guisa dedicati al re cattolico in un coll'apologia delle crociate, dell' inquisizione e di tutta la reazione di Carlo V e di Filippo Il. Passiamo ad un altro. Il molto reverendo don Antonio Prato ci insegna come il principe debba andare alla messa, inginocchiarsi quaudo passa il Santo Sacramento " e burlarsi di coloro che non lo fanno. » - Per I~ camere, gli dice egli, nei luoghi prin- » cipali -0el tuo palazzo, farai collocare belli quadri » d'immagini del SS. Crocefisso, di Nostra Signora e » de' santi e sante tue devote. • Capirete da ciò, o Signori, quanta sia la superstizione e l'asineria di questo Prato che celebra poi enfaticamente le virtù del feudatario di Mulazzano suo mecenate. Cernozioè talmente singolare, che tratta della munificenza e delJa liberalità del principe prima di parlare della sua giustizia. - Galvano ficca una virtù ., in ogni membro del suo principe; la sapienza nella testa, la prudenza nell'occhio, la liberalità nella mano, la fede nella lingua e cosi di seguito, finchè trovando il numero delle virtù maggiore del numero dei membri del suo principe obbliga quelle sopraggiunte troppo tardi a starsene in piedi facendogli la corte in quel modo che loro piace. Per Roccabella, primo bene del suddito è il principe, e partendo dall'assioma che il monarca è l'immagine di Dio, .giunge alla conseguenza che .« i po- » poli (sono sue parole), si aspetteranno da lui non • dissimili effetti che da Dio stesso, dispensatore di » grazie eterne. I) Con questi principj scrive Rocca- \ .
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