Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 60 - Più lontano nella fredda Inghilterra, un altro frate appare_in un convento, tra i militi della Chiesa, tra gli addetti del pontefice e circondato da macchine, da istrumenti insoliti si direbbe ondeggiante tra il mago e il taumaturgo. Meditando sulla Bibbia egli ammira i patriarchi, presta fede ai loro prodigj e cerca anch'egli il dono dei miracoli; ma in qual n1odo? forse colla magia? forse invocando i demonj? forse invoèando. i santi? no, ma colla chimica, colla fisica, colle macchine, con nuovi ordigni, e l'inquisizione stende la sozza sua mano su di lui perchè vuol trarre dall'imo fondo della sua mente le future scoperte dei moderni. Egli prenunzia le navi ; mosse dal vapore e più rapide con un sol uomo che piene di rematori: majori velocitatequam si plenae essenthominibusnavigantibus; egli addita, il Wagon lanciato sulle ferrovia senza cavalli colla celerità del fulmine impetuinaextimabili; nello stesso scritto vede l'uomo innalzarsi nell'aria, admodum avis volantis; indi lo vede scendere coi palombari negli abissi delle acque, in mari et in fiuviis ad fundumsine periculo; poscia gli appare lo scherzo meccanico dei ponti volanti, pontes ultra fiumina sine colu1nna,vel alio sustentaculo; non dubita che con macchine non .possanomaneggiarsi pesi quasi infiniti, ponderaquasi infinita; e da ultirno egli scorge quasi in una visione i lampi, i tuoni dell'artiglieria, gli eserciti sconfitti, le città atterrate con un pugno di n1ateria ad quantitatem unius pollicis, e nuove armi moltiplicano il prodigio di Gedeone che distruggeva innum~revoli Madianiti con trecento uomini muniti di lampade. E che ? La scienza reclamavava il dominio del mondo, traeva seco i re più ris.oluti, i popoli piì1 ; -.

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