Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

, - 57 - care la salvezza loro negli esigli di Francia, dovey sottraendosi·ai predominiode' Cesari cadevanosotto quello ancora peggiore dei Re. - Non diremo che . . , le scene dell'Italia del secolo XIII erano perpetue ripetizioni di altre scenepiù antiche è già viste sotto i Carlovingiquando i papi erano derisi od insultati dai duchi di Spoleti; sotto i Berengarj, quando si succedevano, spingendosi nella tomba col_veleno; sotto i primi imperatori di Germaniaquando i conti della campagna contendevansila sede di S. Pietro. Noi accetteremo il papato considerato nella sua idea, nella sua morale, capace di traversarei secoli, nel suo principio della separazione dei due poteri che costituisce il regno della persuasione, nel suo communismogiuridico che lo mettenella possibilità di rispettare nella società ci vile tutte .le rivoluzioni possibilicontro la proprietà; ripetendo fino alla consumazionedei secoli,·che ogni potere viene da Dio. Noi accetteremoanzi w papato nella sua idea monarchica e discrezionaria, che gli permett~di sostituire gli oracoli di un potere vivente, alla lettera morta di un libro scritto, ed anche di viet.arn~la lettura dove le sue parole imperativescritte in tempi di barbarie implicasser6errori, immoralità,contraddizioni. Ma nell'essenz~ stessa del potere pontificio, nel · ministeriostessodella Chiesafondatosui Sacramenti, nei Sacramentifondati sul Vangelo,nel yangelo che, suppone l' an_ticotestamento, il quale discende·dal Sinai-e -dal paradiso· terrestre, havvi una serie di dati .soprannaturaliche la storia;la fisica,la filosofia dichiarano estranei al loro propi:ioimpero, e questa · lotta degli Ebrei colle genti, dei Cristianicolle altre .. ' ..

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