- 06 - forse altro che sovrani di"nome?Gli stessi Khan dei Tartari che invadevanonello stesso tempola China e la Russia e la Polonia non erano forse trascinati ·e g,.uidatidal moto generale della loro razza? Le male prove degli Assirj, dei Romani e dei Califfi già de. caduti ai tempi di S. Tomaso non provocano forse nella mente piuttosto il concetto di una repubblica universale che di una sola monarchia? E il perfezionarsi degli uomini non sopprimeforse l'idea stessa del governo inseparabile dal regno della forza? Non basta; alle due interrogazioni se sia possibile un so·1governoal genere umano, e se questo governo debba essere .Ia monarchia, succedeuna terza inter- . rogazione, se il Papato valgaad attuare la monarchia• universale? Noi proponiamo di buona fede tale diman.da,come se fosse seria, e ci facciamoun dovere, di non anticipare alcuna delle idee posteriori,perchè vogliamo rimanere nell'epoca di S. Tomaso, e camminarecoi suoi contemporanei accettando tutte le condizioni storiche del pensiero, che sono pur sempre condizioni d'ignoranza. Noi ignoreremo quindi e l'incredulità di Voltaire, e la protesta di Lutero, ed anzi facendo una più larga concessionealle esigenzedella storia, ed imitando S. Tomaso che mai non dice motto nè dei tiranni , nè dei papi del suo tempo, noi profitteremodi quest'alta lezione di riserva per non dire come fosse assurdo il voler mettere Italia e il mondo sotto il dominiode'Pontefici,incapaci di rimanere nell'eterna città, balestrati dalle sommosse ora a Viterbo, ora a Perugia, nomadi negli itessi loro Stati, spesso imprigionati,mal trattati, ora dagli imperatori, ora dai grandi di Roma, e sforzatidi cerI fi ,, /
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