Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

, ..._. ,. - D':t:'. - Parigi non vide la nostra epoca spettacoliche avrebbero fatto inorridire Maomettoe Pericle ? Ma dato il progredire dei contatti, degli scambj e dell' associazioneuniversale, concessa anche una nuova religione che tolga tutte le differenzedei culti, supposto da ultimo che la terra più non abbia che un solo tempio, simile a quello cui tendono le ca- - ravane dell'islamismo,ne copsegueforse la possibi1ità di fare di tutti gli Stati un solo Stato ? Non difende ogni popolo il suo governo come ogni famiglia la sua libertà? L'animo non rifugge forse dal pensiero di imporre a tutte le Nazioni il dominiodi un'unica Capitale? Dove si prende_l'esempio dell' lJnità, ,se _ non tra le stragi dell'antica Roma, crudele sotto la repubblica, esiziale sotto i Cesari, e d' altronde li- - mitata appena alla decima parte del genere umano?· E tutti i popoli non hanno tripudiato sulle sue rovine? Le sue armi, la sua scienza, i suoi Dei non sono forse stati vinti da popoli quasi selvaggi, eppure accettati come liberatori dalla Gallia, dall'Iberia e dall'Africa? All'unità di Roma si oppongono felicemente ]e-· leghe dei barbari, all' unità del mondo contrasta. idealmente la federazione dei popoli, al perfezionarsi delle centralizzazioni diverse. corrisponde in _ senso inverso il loro osteggiarsi reciproco, all'orgoglio di ogni popolo che si crede a tutti superiore e · ~ destinato ad imporre i suoi dogmi all'universo insulta il medesimo orgoglio colle medesime preten- - sioni moltiplicate per il _numero de' popoli viventi. Ledivisionicamminanodi pari passo coll,unità,la face del progresso sta nelle mani della discordia e se· fossimominacciatinell'avvenire sottopretestodi vane·

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