Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 527 - litica, dovettiapprendere a sperare e a disperare,procedendo colla scienzaa dispetto delle effimereoscil-· Iazionidel giornoe del vanorumore delletribune che danno aspetto di dogma eterno alle vociferazionidi un momento. Il merito di Campanella,.la dote che . Io distingue dagli scrittori da noi esaminati, e che gli assegna un posto di eccezion.enella serie dei politici, sta nell'avere tracciata una rivoluzionecompleta, un vero ciclo socialei.n ogni sua fase, in ogni sua vicissitudinedi pace e di guerra, di governi e di leggi. Egli non è repubblicano, nè monarchico, nè liberale, nè illiberale; non è neppure un pubblicista nel senso volgare della parola; egli non entra nel campo politico con una teoria ché pretenda di procedere in linea -!ettaall'infinito, chiedendosempre libertà o sempre.repressione, o continue vittorie, senza attendersialle insidiosecurve della storia, alle inattese mutazionidegli Stati, ai contrasti inevitabili dei _popolie della stessa ragione umana. Persuaso, al contrario, che procedono i popoli a sbalzi, che sorgono e si propagano le religionia traverso peripezie contradittorie,che conviene ora abbattere, ora edificare, e che necessarj scandali, sanguinosesconfitteeumiliantiprofanazionidevonoprecedere il trionfo di ogni verità sociale; persuasod'altronde che ogni v.eggente, ogni profeta, ogni legislatore ·collabora. con Dio, e che dopo di aver llarlato, il soffiodelle tempeste solo decide della sorte delle sue parole; persuaso da,· ulUmo che il moto delle nazioni dipende dal motodel mondoin guisa che la mutazione di un governo supponequella delle leggi e delle religioni dell'intero globo, dove tutto è in comunicazione con tutto-, non havvi estre1no, non eccesso, ...

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