. - o2t - j) gavano le ossa, pendendo per le mani avvinte di :1 . dietro , s0.pra un palo acutissimo, se io voleva ·>> _sostenermicolle braccia contorte, atrocissimidolori ~ mi affliggevanole giunture, le scapole, il petto ed ». il collo; se mi lasciava andare .aveva penetrate )) dal legrio le carn_i deret_anee la radice dei geni- » tali. » Penò sei mesi a guarire, stette per tre anni in una fossa fredda, umida, oscura e fetente. Era decretato nella mente dei giudici che morisse, se non per ragion di leggi, aln1enoper ragion di Stato. Egli visse per ciò solo che, indo1nitoe sempre padrone di sè, nessun qstacolo lo sconcertò, nessun dolore lo atterri. Qualunque fosse il pericolo, qualunque il patimento, egli trovò nella propria energia H mezzo di vinc~re. Il tormento non gli strappò una sillaba, il carcere lo rese ironico e piacevole; . battuto, egli diceva allegramente, di esser l'asino 1 de' suoi nemici; nè v' ha orrore che gli togliessel'estro del meditare, non volo d'immaginazione éhe gli fa1resseperdere di mira i trabocchetti del fisco. Egli ,espinse adunque l'avvocato che lo tradiva, smentì i1 testimonjche l'accusavano e si sottrasse all' immediato giudizio dell'autorità spagnuola, facendo incominciare a proprio carico un'interminabile processo d'eresia, per cui rimase incerto durante tre anni qual tribunale dovessepunirlo. Un istante credendo disperata la sua causa si diede matto, e alla fine i giudici, stanchi, lo condannarono ad una• perpetua carcere e cosi rimase ventisette anni,. ora nelle case matte, • ora nelle torri, ora nelle più misere stanze dei tre castelli di Napoli. . Qui finisce la vita di Campanella,ma qui pure comincia la sua carriera scientifica, la quale altro non
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