Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

I - 46 - Tolomeo? Perchè rappresenta la vecchiaja di un'idea di cui essi rappresentavano la virilità; perchè To1naso e Tolorneo sono del loro tempo, vivono dello spirito del grande interregno, procedono collemoltitudini, ne generalizzano l'ispirazione e afferrata la formola della ditattura, l'estendono e fanno del pontefice un nuovo Dio e di Dio il supremo tiranno, fulminando così i repubblicani, i pontefici incapaci, gli inetti satelliti dell'impero e gli antichi partigiani di una libertà che era servitù. Quindi il progresso delle riforme sociali, dell'equità ecclesiastica, dell'onestà commerciale, e poco importa che S.Tomaso non conosces_sen, on apprezzasse il co111mercioo, che ammettesse la schiavitù: combatteva la sua politica per la Summa contra Gentes, per il moto già inaugurato dai quattro labirinti di Francia e violentemente interrotto dalla Chiesa, e lo spirito umano entrava in quel dedalo di distinzioni, di tentativi, di equazioni in cui obbligato a cercare l'equivalenza tra i dogmi cristiani da una parte o le idee greche dall'altra, doveva pur riuscire alla negazione di ogni rapporto tra la fede e la scienza. Al contrario Trionfo giunge passata la fase del grande ìnterregno, quando la tirannia è assalita da nuova rivoluzione, quando fatta reazione il papa se ne servo per combattere il progresso, e il Dottore anconitano, benchè chiaro ed ornato perde ogni distinzione meditativa, procede sfacciatamente colle teoriche dell'inquisizione, diventa volgare, e che vediamo noi? lo scheletro del cattolicismo,la sua dura resistenza che Tomaso e Tolomeo dissimulavano sotto l'attraente paneggiamento de' loro sistemi. Un' ultima riflessione. Rapidi scorrevano gli avvenimenti e intrecciavansi in cento guis~ diverse le ,,

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