- ~~5 - figlie di Niobe per farne o i gradi di una scala, o i pezzi di una muraglia, o i confini di un campo. I Siracusani hanno distrutta Siracusa, i Girgenlini Girgenti, e possiamo vedere Ercolanoe Pompeisolo, perchè un diluvio di fuoco e di ]ava ne interdì l'ac-- cesso agli abitanti di Napoli e di Resina. Immediatamentedopo l'Ammiratorivediamoun'altra delle nostre migliori conoscenze, Trajano Bocca-• lini, che nella sua vecchiaja, protetto e pensionato dal Senato Veneto, si leva, dice egli, la maschera, e lasciata l'allegoria de' suoi ragguagli di Parnaso, sostiene più apertamente la sua parte di giornalista prevalendosi di Cajo Cornelio Tacito e delle sue stesse parole sugli.antichi cesari, per sviluppare le sue effemeridi del mondo ispanico. Ogni fatto romano gli serve di testo e lo trabalza immediatamente tra i suoi contemporaneisorpresi e sconcertati. Ogni motto delrantico scrittore perdendo subitamente la solenne sua gravità desta una ripercussionemoderna che le risponde con miile facezie, e l'aria stessa che si respira sembra un'ironia. Nulla di più solenne, nulla di più gajo di questo Commentariosempre piacevole a dispetto della sua sterminata lunghezza. E qui si vede a nudo che cosa sia per Boccalini l'arte di regnare; essa è l'arte di Cesare, di Tiberio, di Claudio,di Caligola, di Neronetutti -sueprime vittime o sul punto di esserle; è l'arte dell'inutile ini- <1uità,l'arte colJa quale gli SpagnuolismungonoNapoli, succhiano Milano, e vanno in rovina; l'arte infine che rende impossibile la felicità e la virtù dei regnanti in modo, che appena trentaquattroprincipi troviamonoi, dice egli, in paradiso, nel mentre che , •
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