- 4'13 ~ completoa Palermo, ma la sua via non è 111eno per questa incompleta. Lasciando Castro che ci stringe il cuore, incontriamo Scipione Ammiratoche ce lo apre colla sua · paterna bonarietà e colla lucida ampiezzadegli scrittori napoletani. 1./ottimouomo dichiara egli stesso di aver scelto Tacito « perchè trattando di principati » più a' tempi nostri si confà e meno si darà occa- » sione ai mormoratori. » Egli entra in materia discutendo il regno_diTiberio, la sua inaudita dissimulazione, gli artifizj di cui si serviva, la sua tolleranza mescolata di atroci.insidie, il suo parlare enigmatico ed equivocante-in modoche i partiti opposti stavano tremanti, il suo spaventevolesilenzionelle circostanze in cui più ingiuriosamenteera offeso. Un giorno egli inalza Sejano, lo colrna di favori, gli prodiga i tesori , e per errore e per necessità si spodesta talmente che il ministro sta per soppiantarlo. Che fa egli? Lascia forse le del i zie di Capri? Si precipita forse a Roma?Immobilescriveuna lunga lettera al senato, loda i servigi del favorito, ne discute' diligentemente i meriti, addormenta ognuno coll' inutile ed artifiziosa sua prolissità, e tolta la possibilità d'un' interruzione, di una riflessione, all'ultima riga lo accusa, lo fulmina, lo getta al carnefice prima che alcun senatore siasi mossodal pro- . prio stallo. Degno d'intendere la moralitàe l' in1moralitàdelle scene romane lo scrittore napoletano ritoccaemodifica le opinioni di Macchiavelli, e tra le altre quella che spiega la perdita di tutti gli antichi monumenti cogli odj delle religioni, le quali succedendosie sostiluendosi l'una ali'altra sempre colla spada alla
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