- i4i - J) arguti che sinc~ri, amano le cose nuove e violenti; » adulatori, invidiosi, sottili, spiano in ogni modo » gli uomini che tengono carica tra essi. Del resto » obbedienti alle leggi, fedeli al principe, di primo » impeto, ufficiosi, timidi negli affari privati, arditi » nei pubblici, affezionatissimialle loro immunità » si mostrano fierissimi perchè credono essersi dati » spontaneamente alla Spagna... Quindi per gover- » narli, soggiunge il Castro, conviene acquistare la » riputazione di severità e affettare il più profondo » rispetto per le loro franchigie ed aver l'aspetto » grave e freddo. » Notando la seconda difficoltàdel governo, Castro mostra il parlame~to diviso ne' tre bracci del clero, dei nobili, del popolo, il suo diritto di sottoporre ogni inchiesta di denari a sette condizioni, la facilità colla quale il vicerè trovasi quindi esposto ad un rifiuto, ad un mezzo rifiuto, a cattivi patti, ad inchieste pregiudiziali, ad un procedere ostile, ed all'ostinazionenell' ostilità, e gli consiglia pertanto derisoriamentedl convocare il parlamento in tempo · incomodissiino,di far sì che non intervengano i deputati, di seminare la divisione tra di essi, di prevalersi dei sacerdoti, dei soldati e sopratutto dei morti, che questi isolani fanno lungamentevivere e votare nel loro parlamento con lunghi discorsionde fruire delle rendite loro. Castro tratta collo stesso spirito degli altri capi, nè mai esce dall' equivoco che mette il vicerè nell'alternativa di usare arti indegne o di vedersi soprafatto dall' insurre.zione. Io bo chiesto -contodi Castro a tutte le biografie, a· tutte le bibliote_chesenza trovare alcun datosulla sua vita politica; la letteratura è muta sulle sue idee,
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