Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- (i38 - diritti, le leggi, gli usi , le condizioni politiche di ogni popolo, presenta , come sua prefazione, un astratto commentariodi Tacitocolla firma dì un Scipione di Castro. Singolarmenteconciso ed anzi sinistro, quest'autore enumera i mezzi di regnare disdegnosamente esposti da Tacito sotto il nome di lnstrumentaregni, e quindi scrive il suo Commentario,coll'amara convinzione che la politica è estranea al1a giustizia e che i popoli meritano di essere politican1entegovernati. Sono i mezzi di chi regna, secondoCastro, « l' in- » tellìgenza di penetrare la natura dei sudditi ; - » la prudenza di dar loro leggi convenienti; - gli » ordini di ·tondare la milizia; - l' arte ~i ammi- » nistrare la guerra ; - l' industria di mantenere » la pace; - la diligenza di vegghiqre sugli acci- • denti; - la formadi ampliare lo imperio; - il > giudizio di bilanciare gli Stati; - la destrezza di » temporeggiarecogli inconvenienti; - la 1naturità > di deliberare_;- la celerità dell'eseguire ; - la » costanza nelle cose deliberate; - la fortezzanelle • sinistre; - la moderazione nelle prospere; - e J) la cognizione così certa delle cose divine che la » superstizionenon ci faccia timidi, la scienza non • ci renda precipitosi. » Notate l'ultimo articolo, che la scienza non ci rendaprecipitosi, cioè abbiate veli per la verità , diffidate delle sue divine inspirazioni, non credete alla forza delle idee, sappiate che il credito è finzione, la forza un artifizio; il consiglio una sugge- . stione atea dell'ingegno. Ricordatevi ad ogni tratto che vivete nella fecciadi Romelo, che il ·volgo è

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