- 430 - Nerone; egli aveva evocato lo spirito d~i tribuni , quando estinta la famiglia di Augusto, il mondo aveva gia detronizzato la città di Roma nel suo privilegio di nominare gli imperatori, quando i nuovi cesari giungevano dall' Iberia , dalle Gallie, dalla Germania, dalla Siria, dalla Pannonia, quando erano essi gli eletti delle legioni tumultuanti e affrattellate colle insurrezioni generali delle provincie contro la 1nostruosa capitale della conquista, quando l'unità ro1nana cedeva alla forza di una federazione sottintesa che poi attendeva Diocleziano per dividere l' impero , Costantino per umiliarlo e i Germani per esterminarlo. 01·.a l'Europa moderna, che pure era federazione contro la Spagna e anelava a stipulare la sua libertà a Westfalia, e l'Italia interprete di questa feder~.zione e federale essa stessa fino dalla caduta del Regno, leggendo Tacito, imparava a ri- · conoscers_i,e gli Arminj della Germania spiegavano Lutero, gli agitatori delle Gallie rendevano conto di Coligni, gli insorti d'Albione illustravano Arrigo VIII ed Elisabetta d'InghiJterra. E tale commentoera agevolatoda Tacito non solo perchè egli fosse storico severo, od ardito scrittore, o scopritore di situazioni analoghe nella serie dei secoH, o narratore di fatti, la cui ampiezzaadeguava quasi l'estensione delle leggi generali richieste dalla scienza; ma altresì perchè essendo egli inspirato da un'idea superiore, ogni sua parola penetrava negli animi co1nefreccia, che non si poteva più ~veliere se non colla vita. Ricordatevi, o Signori, che la Grecia era stata contemporanea della repubblica romana, che le sue scuole erano state grandi quanto i trofei del Laziò, che, i suoi poeti sono· anche in •
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